Analizzerò la situazione in modo più approfondito nell'immediato futuro. Adesso mi limito a constatare che, malgrado le rose di plastica e i fiori di cartapesta, si subodorano miasmi tutt'altro che pacifici. I già ricordati pestaggi neo-nazisti (che però adesso è vietato definir tali
, nazismo e fascismo non esistono più, così ci hanno assicurato), bambine violentate e uccise da coetanei, giustizieri della notte e ronde cittadine che si aggirano per le città in cerca di sciagurate rom e relativi mandanti (ma la notizia si è poi rivelata una bufala, ndA), italici stupri che non indignano nessuno - cfr. la toccante lettera di don Ciotti - e poi paura, chiusura, sentori di pericolo, sospetti, sguardi in cagnesco, follia.
, nazismo e fascismo non esistono più, così ci hanno assicurato), bambine violentate e uccise da coetanei, giustizieri della notte e ronde cittadine che si aggirano per le città in cerca di sciagurate rom e relativi mandanti (ma la notizia si è poi rivelata una bufala, ndA), italici stupri che non indignano nessuno - cfr. la toccante lettera di don Ciotti - e poi paura, chiusura, sentori di pericolo, sospetti, sguardi in cagnesco, follia.E tutto questo basta e avanza, e il resto sono parole, e le parole e l'impegno suonano inadeguati e arcaici, un violino rotto, snervati slogan da bellimbusti, e in ogni volto leggiamo disorientamento, noia, angoscia, vertigine.
La paura e l'odio, il particolarismo locale si traducono poi su scala planetaria in una corsa al riarmo, in un mondo blindato e vagolante nell'universo, tra pretese di fissismo e afone minutaglie di sognatori ormai illusi.
Siamo davvero all'aut-aut? No.
Questo è il momento dei forti, dei valorosi. Suona proprio adesso, l'ora di muoversi, di passare il testimone. Tocca davvero a noi, senza deleghe, senza buonismi rétro, ma col realismo del futuro, capace di andare oltre la siepe, compiere il balzo. Ora o mai più.
Ci ri-troviamo ancora, in questi giorni, per ribadire alcune urgenze di cui nessuno parlerà più, ma che non sono né futili né da disattendere.
Ricordiamo l'importanza del tema. Non reputiamolo un'inezia, e non dimentichiamo che la tanto decantata sicurezza personale comincia con la forza della ragione e non col parossismo del terrore. Nel nostro quartiere come nel mondo intero.
Una città è vivibile e umana non solo se presidiata da poliziotti, autorizzati o improvvisati. L'ambiente e la qualità della vita costituiscono ormai da molti anni un'emergenza scottante, anch'essa negligentemente svalutata dai media. Per questo i nostri amici di Sesto San Giovanni ci invitano a batterci per la riconversione area Falck . Ed è doveroso raccogliere il loro invito.
Il 17 maggio è anche la Giornata mondiale contro l'omofobia. "Quanti saranno a parlare dell'omofobia? Certamente in pochi", si legge nell'appello dei promotori. C'è da credergli. Altre sono le urgenze, pontificano i sapientoni che, chissà perché, quando ques
te "altre" urgenze premevano, non alzavano mai un dito. Roba da mosci svagati, ci par di udire. A noi premono le maggioranze, dichiarò una volta Adolfo Urso di Alleanza Nazionale, dimenticando che senza il rispetto delle minoranze la maggioranza non è mai democrazia ma massa, assoggettata al potere del più forte, al razzismo, alla caccia alle streghe. Berlusconi, Papa & soci hanno fatto un fracasso inverosimile all'epoca del Family Day, ma adesso che il "nemico" è stato annientato, beh parliamo di cose serie. Ebbene, per chi continua a ragionare col proprio cervello questa è una cosa seria e non permetteremo mai più che un "diverso" di qualsiasi genere, foss'anche uno solo al mondo, debba subire ancora angherie per il suo orientameno sessuale, di genere, culturale, religioso, politico. O abbia semplicemente una faccia che non piace, com'è accaduto allo sventurato Nicola Tommasoli (in suo ricordo si terrà un corteo a Verona , cfr. comm. n° 1o). Una "faccia da minoranza". Sarà uno dei temi di cui dibatteranno gli umanisti nel prossimo Fjestival delle Diversità, che si terrà in giugno al Parco Sempione di Milano.
te "altre" urgenze premevano, non alzavano mai un dito. Roba da mosci svagati, ci par di udire. A noi premono le maggioranze, dichiarò una volta Adolfo Urso di Alleanza Nazionale, dimenticando che senza il rispetto delle minoranze la maggioranza non è mai democrazia ma massa, assoggettata al potere del più forte, al razzismo, alla caccia alle streghe. Berlusconi, Papa & soci hanno fatto un fracasso inverosimile all'epoca del Family Day, ma adesso che il "nemico" è stato annientato, beh parliamo di cose serie. Ebbene, per chi continua a ragionare col proprio cervello questa è una cosa seria e non permetteremo mai più che un "diverso" di qualsiasi genere, foss'anche uno solo al mondo, debba subire ancora angherie per il suo orientameno sessuale, di genere, culturale, religioso, politico. O abbia semplicemente una faccia che non piace, com'è accaduto allo sventurato Nicola Tommasoli (in suo ricordo si terrà un corteo a Verona , cfr. comm. n° 1o). Una "faccia da minoranza". Sarà uno dei temi di cui dibatteranno gli umanisti nel prossimo Fjestival delle Diversità, che si terrà in giugno al Parco Sempione di Milano. E concedetemi di terminare con la nostra Human Development Onlus, a cui chiedo di devolvere il prossimo 5 per mille. I ragazzi che operano in India e Uganda un po' avete imparato a conoscerli, leggendo il mio blog: giovani, sani, belli, sorridenti e partecipi... e vanno là, affinché "quei" popoli imparino a gestirsi là. A casa loro. Ci si lamenta tanto degli sbarchi clandestini (che fuggono da terre molto spesso devastate proprio da noi), una volta che si cerca di realizzare un progetto in loco, mi sembra giusto (e conveniente) sostenerlo.