mercoledì 7 maggio 2008

...e liberiamoci dal Male

Questa volta non vorrei commentare direttamente il linciaggio di Nicola Tommasoli da parte di una teppaglia definita "naziskin". C'è riuscito molto meglio Gad Lerner su "Repubblica" due giorni fa. Ma mi resta la perplessità su quel termine, "naziskin". E vi metto a parte di qualche domanda.

Sono poi nazisti, questi rampolli di famiglie benestanti che, per risolvere l'ennesima giornata senza scopo, hanno massacrato un giovanotto colpevole solo di incrociare il loro cammino, e di portare i capelli lunghi? "Ehi, codino, dammi una sigaretta". Il disprezzo stava tutto in quel nomignolo, nell'intonazione che risuonava, sputo inevitabile sul diverso, sull'inconciliabile.
Naziskin, o skinheads, solo perché odiano i "negri", i fricchettoni, i gay, insomma tutti quelli che non sono come loro? Naziskin perché animati da qualche ideologia, sia pur perversa?

In questo senso, no. Non sono naziskin.


Privi di qualsiasi cultura. Ignoranti di qualsivoglia credo. Sopravviventi a sé stessi. Appena sotto il filo dello stagno di un'esistenza strettamente biologica. Bolle cupe e melmose che scoppiano in un'assenza d'atmosfera. In questo senso sì, sono naziskin. Ed è l'unico senso in cui si possa esserlo.


"Questo è il fascismo: non avere nessun partito" (don Milani). "Il borghese non crede in niente: e il niente è il fascismo" (Pasolini).


Nazismo e fascismo sono spesso utilizzati, dai nostri giornali, come convinzioni profonde, fedi politiche. Errore madornale: fascismo e nazismo rappresentano il nulla, il vuoto pneumatico. Fatti foste a viver come bruti.


La noncuranza della sacertà umana. Il demonio esiste dove nega sé stesso, perché non c'è verità in lui. E ha una faccia normale, come i quattro corpi-fantasma la cui anima era già rovinata lontano, quella sera, altre sere, giù in una buia cisterna, gelida come Cocito, e vagavano qui, tra noi, sbandati a mo' di pipistrelli, inutili e senza risoluzione.


Nessuna ideologia. Anzi: nessuna idea. Nessun principe del male dallo sguardo enigmatico. Solo una regressione opaca, di cui disfarsi, come da un cerino umido.





4 commenti:

raffaele mangano ha detto...

Intervista doppia delle Iene a due madri che persero i figli alla fine degli anni 70. Uno di destra uno di sinistra. Entrambi ammazzati da "commandos" della fazione avversa. La loro vita da quel giorno non fu più la stessa vita. Tutte e due non hanno alcuna speranza di alcunché, alcuna aspettativa. Attendono la fine di un'esistenza senza più significato. Da quella notte un chiodo fisso piantato nell'anima, tuttora sanguinante, mentre gli assassini non sono mai stati trovati. A sentirle una pena infinita. Ma è agghiacciante la risposta alla domanda finale, se la morte di un figlio ventenne sia servita a qualcosa. Rispondono quasi assieme con un "NO, A NULLA". Una morte per nulla. Sappiamo che il GIORNALE sta al giornalismo come Cicciolina stava alla castità. Del resto chi sceglie di farsi pagare dal capo del governo non può certo poi supporre di cantare fuori coro. Anzi spesso gli assoldati ragliano anche se il padrone non lo chiede. Ieri qualcuno di queste penne vendute ha parlato degli assassini di Verona come ragazzi solo un po' troppo esuberanti. Erano ubriachi quella sera. Non sono naziskin violenti. Insomma so' ragazzi! Glielo andassero a dire a quelle due madri. POESIA. Talvolta si anela a una meta, temendola nello stesso tempo. Perché forse non era ciò che davvero si desiderava. O forse perché quel traguardo non è che una tappa e già sappiamo che ce ne toccherà un'altra. Luzzi quella sensazione l'ha descritta così. La vetta di quella scoscesa serpentina
ecco si approssimava, ormai era vicina,
ne davano un chiaro avvertimento i magri rimasugli
della tappa pellegrina su alla celestiale cima
poco sopra, alla vista, che spazio si sarebbe aperto
dal culmine raggiunto, immaginarlo già era beatitudine
concessa più che al suo desiderio, al suo tormento,
sì l’immensità, la luce, ma quiete vera ci sarebbe stata,
lì avrebbe la sua impresa avuto il luminoso assolvimento
da se stessa nella trasparente spera
o nasceva una nuova impossibile scalata
questo temeva, questo desiderava.

( mario luzi)

Facciamo Breccia ha detto...

VERONA: I MANDANTI

L'amministrazione comunale veronese si impegna a costituirsi parte civile nel processo contro i cinque estremisti di destra che hanno barbaramente ucciso Nicola Tommasoli.
Quell’amministrazione comunale capitanata da un sindaco che era stato condannato per violazione della legge Mancino in relazione a una sua campagna di qualche anno fa contro gli zingari (la Cassazione ha poi annullato la sentenza, rinviando tutto alla Corte d'appello di Venezia, ma il processo è ancora in piedi). Lo stesso sindaco che ha scelto Andrea Miglioranzi, ex Veneto Front Skinhead, membro della band nazi-rock dei Gesta Bellica e leader della Fiamma tricolore, quale capogruppo della sua lista in consiglio comunale, quel Tosi che ha partecipato nel dicembre scorso ad un corteo dell'estrema destra, dove ovviamente gli insulti alla Resistenza e all'antifascismo si sono sprecati e al termine del quale alcuni aderenti di Fiamma Tricolore non trovarono di meglio da fare che linciare tre "terroni".
Facciamo Breccia ritiene che dovrebbe invece essere la cittadinanza di Verona a costituirsi parte civile nei confronti di un’amministrazione comunale che quotidianamente istiga all’odio fondato sull’ignoranza e il revisionismo storico.
Sappiamo che ciò non accadrà, perché la cittadinanza veronese ha scelto questo sindaco con il 60,69% dei voti, ben sapendo chi fosse il leghista Tosi.
Ed ora questa città, questi amministratori e i media si affannano a dire che non si tratta di un delitto politico, perché i ragazzi assaliti non provenivano dai centri sociali, non erano né immigrati, né rom, né gay, lesbiche, trans, né meridionali. Come se l’ideologia nazi-fascista distinguesse, pensasse, interpretasse… No: l’ideologia nazi-fascista si caratterizza proprio per la violenza che si rovescia su chiunque taglia la strada, su chiunque non abbassa la testa, magari solo di fronte al comando “dammi una sigaretta”. Perché all’uomo “superiore” tutto è dovuto.
Il delitto di Verona è terribilmente politico perché pone in luce il nucleo centrale del nazismo e del fascismo. Perché rende drammaticamente reale quanto sostenuto più volte nel passato: chiedere – o anche solo lasciare – che vengano offesi e violati i diritti di alcun*, significa mettere un’ipoteca sui propri stessi diritti. Perché quando si cominciano a prevedere eccezioni e deroghe all’inviolabilità della dignità umana, si sa chi viene colpito oggi, ma non chi potrà cadere domani.
Facciamo Breccia denuncia la costruzione di un clima politico che ha preparato questo omicidio che non è affatto un atto isolato, ma anzi si colloca in un contesto di aggressioni squadriste ripetute.
Mandanti sono coloro che assecondano i peggiori istinti di uomini violenti trasformandoli in vigilantes legittimati da un potere cieco, salvo rinnegarli quando – come in questo caso – si fanno cogliere quasi in flagranza di reato.
Mandanti sono coloro che imbracciano il moschetto del sionismo per assolvere il nazi-fascismo veronese e che strumentalizzano la Resistenza per condannare l’”invasore”, ma non il fascismo italiano.
Mandanti sono tutti coloro che invocano una sicurezza che nient’altro risulta essere che il privilegio di non mescolarsi alla povertà che invade le nostre città, e che si affidano alle sirene di chi li rassicura sul loro essere individui superiori che mai saranno mischiati ai poveri della terra.
Mandante è il 60,69% di veronesi che ha votato l’ordine e la disciplina di Tosi, pensando che la violenza si sarebbe limitata a colpire “gli altri”, è il 60,69% dei nipoti di quei veronesi che negli anni ’40 videro i treni della deportazione sostare alla stazione di Porta Vescovo, ma preferirono non guardare e poi rimuoverli dalla memoria, perché dentro c’erano “gli altri”.
Verona non è una città fascista, dice spesso l’amministrazione Tosi.
Verona è una città ancora e sempre più fascista, invece, e bene lo sanno i compagni e le compagne che la vivono quotidianamente e che – a uno a uno, a una a una – prima o poi hanno dovuto farci i conti.
In questo quadro di sdoganamenti e complicità non ci sembra più sufficiente chiedere lo scioglimento di tutte le formazioni – di qualsiasi tipo – che fanno riferimento all’ideologia fascista e nazista: le stesse istituzioni locali e nazionali ne sono ormai intrise, per quanto si affannino a nascondere le proprie complicità dietro una facciata di equidistanza.
Ribadiamo l’antifascismo come valore etico irrinunciabile, oggi più che mai. E ribadiamo la nostra vicinanza e solidarietà alla parte sana di Verona, che resiste nonostante le infamie e le minacce.
Per questo il 17 maggio torneremo in quella città per partecipare alla manifestazione antifascista insieme a compagne e compagni veronesi con cui abbiamo già condiviso percorsi laici, autodeterminati e antifascisti.

Coordinamento Facciamo Breccia

fabio ha detto...

ciao
volevo ricordare che sabato 17 maggio in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia, ci sarà una manifestazione a Verona, a seguito dell'uccisione di Nicola ad opera di un gruppo fascista.
Per l'occasione il CIG ha organizzato un pulman che partirà sabato mattina alle 9,30 in via Cadore angolo via Bezzecca. Partenza da Verona prevista per le 20,30.Costo 5 euro.
Chi volesse venire può chiamare il CIG allo 02 54122225 al pomeriggio. Ci sono ancora pochi posti. baci
fabio

arcigay verona ha detto...

La manifestazione NICOLA E'OGNUNO DI NOI indetta da un coordinamento di associazioni e movimenti veronesi antifascisti, dopo il gravissimo omicidio di cui tutti voi siete a conoscenza, si preannuncia davvero imponente.
Nelle ultime ore stanno arrivando tantissime adesioni e
comunicazioni di partecipazione.
Tantissimi i pulmann e i treni che SABATO 17 arriveranno a
Verona.
Soltanto ieri la questura ha comunicato quello che sarà (ma non è certo) il percorso del corteo, che partirà dal
Piazzale XV aprile di fronte alla Stazione di Porta Nuova,
si inoltrerà in Corso Porta Nuova, girerà in Piazza
Cittadella, stradone S. Fermo, poi all'altezza di Ponte Navi
svolterà in Lungadige Bartolomeo Rubele, Via Nizza, Piazza delle Poste, per concludersi nella centralissima Piazza dei Signori sotto il palazzo della Provincia.

La Piazza Bra, quella dei palazzi comunali (Palazzo Barbieri
e Gran Granguardia sedi del comune) e dell'Arena sarà blindata e presidiata su richiesta del Sindaco Tosi.

Come Arcigay e anche come singole/i lesbiche, gay e trans
è importante esserci e vogliamo esserci perchè in questo paese è ora di finirla con la tolleranza verso gruppi e movimenti criminali che si rifanno alle idee nazifasciste,
supportati spesso da amministrazioni locali e personaggi politici complici.
Più volte in questi ultimi anni Arcigay ha chiesto che
vengano messi fuorilegge.
Lesbiche, gay e trans sono fra i primi obiettivi di questi
gruppi e noi non possiamo stare a guardare. NICOLA TOMMASOLI
poteva essere uno di noi, in qualche modo era diverso, e la
sua diversità a questa gentaglia non è piaciuta.

Perciò...VI ASPETTIAMO NUMEROSE/I

Per un colorato spezzone LGBTQ contro l'OMOFOBIA all'interno
della manifestazione NICOLA E'OGNUNO DI NOI a Verona 17
Maggio.Lo slogan che abbiamo coniato è:
NO ALLA PAURA, ALLA VIOLENZA, CONTRO L'OMOFOBIA, PER UN MONDO PIU' GENTILE.

Sono benvenuti anche volantini e altro materiale da distribuire durante il percorso.