lunedì 1 dicembre 2008

Giornata della lotta all'Aids 2008

Pare che la "grande paura" sia tramontata, specie tra i giovani. I quali temerebbero più il cancro che l'Aids, considerata una malattia legata a comportamenti individuali o, addirittura, un problema "africano" (quindi, "lontano" da noi).


Nkosi Johnson (1989-2001), testimonial mondiale della lotta contro l'Aids.


Sicuri che i mass-media non c'entrino proprio nulla? Io, no. Ricordo bene che nei decenni precedenti giornali e tv orchestrarono un'autentica campagna impostata sul terrore del morbo (e, soprattutto, sugli "untori"). Ci si sentiva assediati, braccati. Poi, pian piano, il problema è scemato. Grazie a indubbie conquiste mediche, a una maggiore possibilità di sopravvivenza per i sieropositivi, certo (ma, attenzione, solo nei Paesi ricchi); e anche perché le emergenze sono diventate altre. Ma di Aids si continua a morire, il vaccino non è ancora stato trovato, dilaga la disinformazione sessuale, specie tra i giovani, con conseguenze prevedibili.

Questo sito riporta il calendario delle iniziative intraprese a Milano e in tutt'Italia per la giornata odierna. Non dimentichiamo l'Aids; lui, di sicuro, non ha dimenticato noi.

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ULTIM'ORA - 1: Il Vaticano si oppone alla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo [Il testo della proposta UE e l'analisi del teologo Vito Mancuso]. Le mie (amare) riflessioni su quest'ennesimo, squallido episodio si trovano qui. Non c'è più religione; solo clericalismo. Ahinoi.
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ULTIM'ORA - 2: Don Paolo Farinella versus "PapaPera". Dopo la prefazione di Benedetto XVI all'ultimo libro di Marcello Pera, in cui il Pontefice offre di fatto un autorevole avallo al liberalismo e ai teocon, Paolo Farinella, biblista genovese, invita tutti a firmare un appello per evitare quest'abbraccio mortale coi mercanti nel tempio: http://appelli.arcoiris.tv/risposta_prefazione/ . Ascoltiamolo!







24 commenti:

pibua ha detto...

E' vero, anche in rete mi sembra che se ne parli molto meno rispetto agli anni scorsi...
Un caro saluto ;-)

mario mieli ha detto...

Lunedì 1° Dicembre

PROVINCIA DI ROMA

Stop AIDS. Keep the Promise -

DELIVER

L’Assessorato alle Politiche Sociali e per la Famiglia della Provincia di Roma organizza alcuni punti di accoglienza per divulgare materiale informativo sull’argomento ed un preside con emoteca a Piazza SS. Apostoli dalle ore 10.00 alle ore 17.00, con la possibilità di effettuare il test HIV.

Alle ore 10.00 nella Sala della Pace a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, si terrà un seminario-convegno con gli studenti delle scuole medie superiori e verranno proiettati video di alcune Associazioni e Cooperative impegnate sul tema Hiv/Aids. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli aderisce e partecipa all’iniziativa.


www.mariomieli.org

mauro ha detto...

Il primo dicembre è la giornata mondiale della lotta contro l’AIDS, un momento importante che non può passare inosservato. Da anni ormai l’attenzione verso questa malattia si va attenuando e si è radicata l’illusione che il “problema contagio” non esista più. Questa illusione a volte pare presente anche all’interno della comunità GLBT, che superati gli anni dell’emergenza e della paura, troppo spesso sembra vivere una completa amnesia sui pericoli a cui si va incontro. Spesso si dice che soprattutto tra i più giovani non si fa adeguata attenzione alla prevenzione e questo è sicuramente vero, ma a volte anche tra gli adulti è calato l’allarme e la sensibilità intorno a questo problema. I dati, anche e soprattutto nella nostra provincia, non sono confortanti e parlano di nuovi contagi e di un aumento di diffusione della malattia. Dal reparto infettivi di Lecco da tempo riceviamo segnalazioni preoccupanti ed un invito a ricordare continuamente alcuni comportamenti di prevenzione che vanno dall’uso del profilattico alla esigenza di fare il test di controllo. Troppe persone hanno contratto il virus e non lo sanno e continuano ad avere rapporti non protetti. Per tutti questi motivi l’impegno di Renzoelucio in questa giornata è rivolto a far conoscere un servizio dell’ASL di Lecco che da tempo è operativo sul territorio. PUNTO SALUTE è un ambulatorio aperto tutti i GIOVEDI’ dalle 13 alle 16 in via Tubi a Lecco ( vicino al Centro Meriadiane) che garantisce la possibilità di fare un controllo anonimo e gratuito del test HIV anche senza impegnativa del medico, basta accedere all’ambulatorio nelle ore di apertura (TEL. 0341.482685).

Oggi renzoelucio sarà presente dalle 12,45 nella zona della stazione ferroviaria a Lecco a distribuire materiale informativo su questo servizio ai ragazzi delle scuole.

Gionata ha detto...

1 dicembre 2008 è la Giornata mondiale contro l'AIDS. Testimonianze e riflessioni per non dimenticarlo

Il 1 dicembre di ogni anno si celebra il World Aids Day ovvero la Giornata mondiale contro l'AIDS, nata per far riflettere sulla epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV.

Anche i volontari del progetto gionata hanno deciso di ricordare
questa giornata pubblicando, per tutta la giornata di lunedì 1
dicembre 2008, le testimonianze di che sta a fianco alle persone che sono affette dall'AIDS.

Ma un anno è fatto di 365 giorni... Perciò ricordate la diffusione dell'AIDS stà crescendo, silenziosamente, ma stà crescendo.

Per non dimenticarlo alcune delle testimonianze che vi proponiamo su www.gionata.org

fabio ha detto...

Vaticano si rende co-responsabile dell'uccisione di migliaia di persone omosessuali.

Notizia che arriva proprio nel giorno in cui si ricordano le Vittime dell'AIDS,

Vittime di cui la Chiesa ha una responsabilità diretta.

Matteo ha detto...

1 dicembre 2008

ARCIGAY: VATICANO VUOLE MANTENERE LA PENA DI MORTE
PER GAY E LESBICHE

Sulla presa di posizione contro la depenalizzazione universale
dell´omosessualità

Il Vaticano ha davvero superato il segno! È di oggi la notizia che
l´osservatore permanente del Vaticano presso l´Onu si è espresso contro la proposta del governo francese di depenalizzare
l´omosessualità.
Grazie allo status particolare di cui gode il medioevale stato
Vaticano presso le Nazioni Unite, la lobby clericale preme su tutti
gli stati affinché non siano di volta in volta riconosciuti diritti civili e di libertà, alleandosi con i regimi dittatoriali, di ogni colore, compresi quelli islamici.

La richiesta di depenalizzazione, che è stata sottoscritta anche dal
nostro governo, vuole cancellare la vergogna per cui in ben 91 paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino
l´esecuzione capitale (10 paesi islamici) contro le persone
omosessuali.

È di una gravità inaudita che il Vaticano, e quindi, la chiesa
cattolica tutta, si adoperi affinché questa richiesta non passi e, si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay e di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari.

La scusa per cui la richiesta francese non dovrebbe passare perché da quel momento gli stati che non riconoscono le unioni gay sarebbero messi all´indice, non solo non ha alcun senso, ma è una studiata e cinica bugia per nascondere ciò che realmente il Vaticano vuole: mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali.

Arcigay, insieme alle altre associazioni lgbt italiane, valuterà nelle prossime ore come reagire a questo inedito ed inaudito attacco della gerarchia reazionaria cattolica.

Aurelio Mancuso, Presidente Nazionale Arcigay

mario mieli ha detto...

COMUNICATO STAMPA
MONSIGNOR PEGGIORE

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime profondo sconcerto per le parole di Monsignor Migliore in relazione al progetto di depenalizzazione universale dell’omosessualità che la Francia, a nome della Ue, intende presentare all’ONU.
Affermare infatti che la depenalizzazione universale dell’omosessualità porterebbe
ad una discriminazione di quei Paesi che non la riconoscono (quindi dove essa è illegale)
e non riconoscono quindi le relazioni che da essa scaturiscono, è l’esempio palese di quanto le gerarchie vaticane siano lontane da quel catechismo della Chiesa cattolica a cui
anche Monsignor Migliore si riferisce quando ci ricorda che la chiesa tutela le persone
omosessuali e chiede di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione.

Riteniamo doveroso ricordare a Monsignor Migliore quanti omosessuali sono stati
discriminati, offesi, picchiati e anche uccisi in tutto il mondo: le sue argomentazioni sono
inaccettabili e offensive e rimandano alle solite posizioni medievali espresse da sempre
dal Vaticano.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti

LiberaMenteNoi ha detto...

Ancora una volta Il Vaticano lancia le sue truppe contro una depenalizzazione dell'omosessualità.
Ogni campo è fertile: dai seminari ai Parlamenti nazionali, dai pulpiti alle Nazioni Unite.
Nell'intervista rilasciata oggi da mons. Celestino Migliore ad una agenzia francese, si legge che la Santa Sede è fortemente critica sul progetto di depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo.

Ma quello che stupisce è la motivazione adotta da mons. Migliore: "si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni." Qui non solo si disprezzano i diritti umani, ma la stessa ragione umana, che pure il Magistero della chiesa tiene in gran cosiderazione...
Come può la cancellazione di una discriminazione crearne un altra? Oppure la paura di mons. Migliore è forse che Il Vaticano e le truppe clericali non potranno più criminalizzare la più grande minoranza della terra, dopo le donne?

Come LiberaMenteNoi non crediamo che un ampliamento della libertà, della non discriminazione, dell'uguaglianza possa portare a nuove discriminazioni. Anzi.

Pensiamo solo alla sostituzione, nella proposta di dichiarazione, alla parola "omosessuali" con "neri" o "ebrei" se le ragioni di mons Migliore sarebbero lo stesso difendibili. Ancora di più pensando poi che In Vaticano è solo osservatore permanente all'ONU non avendo firmato la dichiarazione dei dirtti umani.
Ulteriore prova di quanto oltreTevere la difesa dei diritti sia una priorità! O forse una delle priorità è non minare un eventuale asse Vaticano - Islam?

aurelio mancuso ha detto...

Investito dalle critiche per la sua posizione che respinge la depenalizzazione mondiale dell'omosessualità il Vaticano prova a difendersi e il portavoce padre Lombardi rivendica che la Santa Sede "non è sola" nel rifiutare l'iniziativa francese. Infatti, spiega, solo 50 nazioni hanno sottoscritto la proposta di cancellare le leggi che puniscono l'omosessualità, mentre "più di 150 non hanno aderito".
Certo, su questo punto padre Lombardi non ha torto - anche se le nazioni all'Onu sono 192 e dai suoi calcoli ce n'è qualcuna di troppo - ma bisogna anche specificare in che compagnia si trova il Vaticano. Tra le 50 nazioni che sostengono la "moratoria" ci sono tutte o quasi le democrazie occidentali, a partire dai 27 paesi membri dell'Unione Europea, compresa l'Italia che ieri discretamente ha fatto sapere di aver firmato.
Ma chi sono gli oppositori? Non è difficile immaginare chi possano essere, visto che finora più di una volta hanno votato contro ogni forma di tutela per l'omosessualità: sono i paesi integralisti musulmani, come Iran, Arabia Saudita, Nigeria o dittature sanguinarie come lo Zimbabwe di Mugabe. È vero, il Vaticano non è solo, però non so se c'è da vantarsi della compagnia con cui si trova.

L'opposizione annunciata in pompa magna alla richiesta presentata all'Onu dal governo francese (e firmata anche dal nostro governo) di depenalizzare l'omosessualità nel mondo, è il chiaro segno della vera natura antropologica di una gerarchia ormai talmente spaventata da diventare nemica dei diritti umani fondamentali. L'osservatore vaticano presso l'Onu tenta di giustificare la presa di posizione in difesa degli stati che non riconoscono le unioni gay, perché una volta passata la richiesta sarebbero messi alla gogna. Si tratta di una enorme, inaudita bugia. La richiesta parla esplicitamente della necessità che nei 91 paesi dove l'omosessualità è ritenuta un reato sia cancellata questa infamia. Di questi una cinquantina prevedono il carcere, la tortura, i lavori forzati; in una decina l'esecuzione capitale. E di omosessualità si muore abbondantemente in Iran, dove proseguono nel silenzio generale del mondo, le esecuzioni contro ragazzi omosessuali, di solito impiccati sulla pubblica piazza. E come non avere davanti agli occhi, al tempo del regime talebano in Afghanistan, i corpi dei rei omosessuali legati ad un muro e schiacciati da camion che in corsa li investivano? E cosa dire delle lapidazioni, con piccoli sassi per renderle più crudeli, subite da ragazze lesbiche? Ecco a cosa si oppone il Vaticano: alla possibilità che questi nostri fratelli e sorelle abbiano salva la vita. Che nessuno possa più toccare una persona omosessuale e seviziarla, torturarla, rinchiuderla per anni in orrende prigioni. Questa chiesa ha con la dichiarazione di ieri fatto il definitivo salto indietro che tanti prevedevano. D'ora in poi non saranno più possibili furbeschi giri di parole. Chi avrà, anche all'interno, il coraggio di condannare apertamente questo atto contro l'umanità allora non sarà complice. Chissà cosa ne pensano in questo senso la Comunità di Sant'Egidio, le tante associazioni cattoliche pacifiste, impegnate nel volontariato internazionale. Stare zitti è colpevole e nessuno si potrà sottrarre. Il Vaticano ha superato il limite, nessuna scappatoia è possibile: i politici di sinistra, centro sinistra, destra e centro destra, devono dire con chiarezza cosa ne pensano, senza arrampicarsi come al loro solito sugli specchi!

A niente vale l'obiezione che il Vaticano ha uno status di semplice osservatore e, quindi, non vota. Sappiamo bene quale profondo e continuativo lavoro di lobbing svolge in quel palazzo, in alleanza proprio con quei paesi dittatoriali, teocratici che negano la libertà alle donne e alle persone lgbt. Attendiamo con grande curiosità le parole che si sapranno pronunciare in queste ore da parte del mondo politico, ma anche da quello culturale, della comunicazione. Da oggi lo spartiacque è finalmente stato delimitato e non è necessario essere anti clericali per provare un moto di sdegno contro un'azione che di cristiano, di messaggio evangelico, non ha proprio nulla. Questa è la stessa gerarchia che piange (giustamente) quando i preti vengono uccisi, quando i cattolici vengono perseguitati, ma non fa altrettanto contro tutte le altre ingiustizie del mondo. Speriamo, che almeno in questa occasione, non siamo lasciati soli a difendere non solo noi stesse e noi stessi, ma a difendere il principio di libertà, salvaguardia delle vite, vera e quotidiana democrazia!

cristina ha detto...

non perdono occasione per dimostrare quanto ipocriti sono..questa è una vicenda grave ma un mille occasioni la chiesa ghettizza gli omosessuali..mi torna in mente una vicenda accaduta circa un0'anno fa a grosseto..il vescovo nel programma delle visite pastorali aveva indicato la sede dell'arcigay di grosseto come una tappa..ebbene, gay e esponenti della chiesa si sono incontrati molte volte, ma sono sempre stati i rappresemtanti delle associazioni omosessuali ad andare in visita, il contrario non era mai accaduto in italia, e questo fatto veniva descritto come una probabile apertura della chiesa..ebbene..l'incontro era previsto per il pomeriggio e il vescovo in mattinata riceve un'ordine da roma di cancellare la visita e andare invece a trovare i bambini dell'asilo di s. franceso.. e cosi è stato..inutile dire il voltastomaco che mi è venuto..

LiberaMenteNoi ha detto...

Cara daniela come non condividere le tue parole, che sono anche le nostre.é un triste capitolo per la Chiesa, che sempre di più si allontana da un messaggio di libertà e di antidiscriminazione che era l'essenza dell'uomo di Galileo.Oggi la Chiesa non sa più dialogare e vede come primo obiettivo la struttura, la gerarchia il potere.

Vincenzo ha detto...

Dove è la sorpresa? il Vaticano ha ancora oggi la pena di morte nel suo suolo. Nella sua storia si e sempre allineata alle altre religioni che nulla hanno a che fare con l'amore e con Dio, ma molto hanno a che fare con la Violenza e il Terrorismo

Fabio ha detto...

No Comment. Per me la Chiesa è e rimane una Casta.

Nuova Proposta ha detto...

Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani, in risposta all'esternazione di Mons. Migliore sulla proposta francese all'Onu di depenalizzare il reato di omosessualità

Roma, 2 dicembre 2008 - Noi di Nuova Proposta, gruppo di omosessuali cristiani che da 20 anni a Roma porta avanti un cammino di sensibilizzazione sulla tematica "Fede e Omosessualità ", leggiamo costernati le notizie relative alla recente presa di posizione di monsignor Celestino Migliore in merito alla proposta di depenalizzare il reato di omosessualità , presentata dalla Francia in sede ONU.

E' avvilente constatare come i vertici della Chiesa Cattolica siano inesorabilmente prigionieri di un terribile pregiudizio sull'omosessualità e tenuti in scacco da un paradosso insostenibile: da un lato paventare la discriminazione degli Stati che criminalizzano l'omosessualità , che scaturirebbe dalla proposta risoluzione ONU, e dall'altro sostenere, di conseguenza, la discriminazione dei moltissimi omosessuali che si trovano a vivere in quegli Stati, in molti casi, è bene ricordarlo, rischiando la pena di morte a causa del loro semplice e naturale orientamento sessuale.

E' altrettanto avvilente pensare come ancora oggi sull'omosessualità ci si possa spingere a verbalizzazioni di una tale gravità. Per capire quanto sosteniamo, basti pensare allo scandalo che si genererebbe se la parola omosessualità fosse sostituita con "di colore", paventando la discriminazione che deriverebbe agli Stati, che eventualmente sostenessero l'apartheid, in caso ci fosse ancora bisogno di una risoluzione che vietasse l'apartheid in tutto il mondo. Crediamo si alzerebbero le grida di sdegno in ogni dove. E allora, perché sul tema omosessualità , invece, parole simili non generano sgomento? La discriminzione dell'omosessualità è forse meno grave?

Come Omosessuali Cristiani, speriamo ardentemente che, vista l’indifendibilità di una tale posizione, contraria a qualsiasi concetto evangelico di Amore, carità e fratellanza, e l’assoluta risibilità ed inconsistenza delle motivazioni addotte, quanto riportato dai quotidiani venga prontamente smentito da monsignor Migliore o dalle competenti gerarchie della Santa Sede.

GF ha detto...

mi considero cattolico e arrossisco della posizione del Vaticano sulla depenalizzazione dei comportamenti omosessuali. Tuttavia, come si può essere buoni italiani anche se non si è d'accordo con il governo italiano, così si può essere buoni cattolici anche se non si condividono i provvedimenti politici del governo ecclesiastico.Buon lavoro.
Gianfranco

Pat ha detto...

Bravissima! Mi unisco al tuo sdegno! Pat

aurelio mancuso ha detto...

brava Daniela!!!!

Daniela ha detto...

Madonna santissima, che atrocità, fanno così cagare che sembra quasi un palla, questo papa all'inizio non mi sembrava granchè, ora mi fa rabbrividire...

Gianni ha detto...

La reazione immediata sarebbe quella di mandarli affanculo tutti, perche' queste cose mi infondono un misto di rabbia e di sconforto. La pretestuosità delle argomentazioni di mons. Migliore è gravissima.
Mi chiedo personalmente cosa posso, anzi, cosa devo fare: io a questo gioco non ci sto'. Non riesco più a vedere in questa chiesa, che parla sempre più spesso in questo modo, il Dio che abbiamo pregato sabato scorso. A volte mi chiedo se siamo degli inguaribili masochisti a voler restare nelle fila di questa Chiesa. Ma c'e' qualche Pastore che contraddica le assurde prese di posizione di mons, Migliore? La tristezza che mi infondono queste cose è grande e l'unica cosa che riesco a dire e' BASTA! Mi consolo solo all'idea che quando saremo giudicati potrò finalmente pretendere le scuse da questi stupidi palloni gonfiati... ho perso la speranza che queste scuse ce le facciano in questa vita.

Grazie Daniela,
Gianni

Cerva ha detto...

"la posizione del Vaticano sulla depenalizzazione dei comportamenti omosessuali"

Cosa è che impedisce a tutte le persone che in questi giorni parlano di questo fatto "scandaloso" di cogliere la differenza tra

a) una posizione contro una proposta di depenalizzazione dei comportamenti omosessuali

e

b) una posizione contro la depenalizzazione dei comportamenti omosessuali

?

E' sufficiente dire che una certa posizione è pretestuosa perchè lo sia?

Il Guado ha detto...

Comunicato Stampa

Gruppo del Guado – Cristiani Omosessuali

Via Soperga 36 – Milano

Email: gruppodelguado@gmail.com

Quando le immagini degli omosessuali che il regime iraniano ha condannato a morte hanno fatto il giro del mondo abbiamo atteso che la Santa Sede dicesse qualche cosa per difendere la vita di questi giovani che venivano impiccati solo perché erano omosessuali. Abbiamo atteso, ma la diplomazia vaticana ha osservato un assordante silenzio.

Adesso che i Paesi europei hanno presentato alle Nazioni Unite una mozione in cui si raccomanda agli Stati membri di depenalizzare l'omosessualità ci saremmo attesi, da parte della Santa, Sede parole di incoraggiamento e di sostegno. Abbiamo invece letto le dichiarazioni del rappresentante del papa presso le Nazioni Unite in cui si sostiene che una tale mozione è da rifiutare perché porterebbe, prima o poi, al riconoscimento delle unioni omosessuali. Ha detto in sostanza monsignor Migliore che: o si sta con i paesi che, come la Francia e come la Spagna, hanno fatto del rispetto della persona umana e della sua integrità fisica e psicologica il paradigma di riferimento delle loro politiche; o si sta con i paesi che, come l'Iran e l'Arabia Saudita, ancora puniscono con la pena di morte le persone che hanno rapporti omosessuali. E dopo aver diviso il mondo in due parti ha dichiarato che il Vaticano, dovendo scegliere tra le democrazie europee e le teocrazie mediorientali, sceglie queste ultime.

Noi ci sentiamo Europei e siamo orgogliosi di esserlo.

Ci sentiamo omosessuali e siamo contenti di essere così.

Ci sentiamo credenti e, pur ringraziando Dio per il dono della Fede, proviamo vergogna per questa Chiesa che confonde il suo potere teocratico con il messaggio del Vangelo e uccide la speranza di tante donne e di tanti uomini a cui il Signore l'ha mandata.

Chiediamo allo Spirito Santo di illuminare le menti dei vertici vaticani, ormai ottenebrate dalla paura e ricordiamo al papa e ai suoi collaboratori che un giorno anche loro dovranno rendere conto al Signore delle tante parole sbagliate che hanno pronunciato quando hanno parlato di omosessualità.

Alessandro Andò ha detto...

Grazie per il sostegno.
Ho letto e apprezzato molto l'articolo sul sito e credo proprio che abbia colto nel segno: il rispetto è proprio ciò che manca.

Cordiali saluti

a nome del Gruppo Varco:

Alessandro Andò (segreteria REFO Milano)

Paolo ha detto...

Il luogo della manifestazione è stato confermato in Piazza del duomo, alle ore 18,00 di mercoledì 10 dicembre. Portate, cartelli, striscioni e bandiere. Diffondete la notizia, invitate e fate invitare...
Se ognuno porta 5 persone riempiremo la piazza... e non potranno far finta di nulla. Dopo Torino, Genova, Roma, Napoli.... Milano e tutta la lombardia deve farsi sentire!

Giovanna ha detto...

Io ci saro'.
Giovanna