venerdì 5 giugno 2009

All'ultimo respiro!

E' stata, comunque, una bella campagna elettorale. Mi riferisco a quella di Giorgio Schultze, ovviamente.

Entusiasta, appassionata, sincera, ma anche allegra, solidale. L'unica a toccare temi realmente europei. Quindi, che interessano tutti noi. Il mondo.

Chi vota Giorgio? Un semplice assaggio qui sotto e, speriamo, qualcuno in più. In fondo, le nostre facce non sono poi male... A proposito: occhio al minuto 0.52!



Volti, i nostri, migliori degli scatti di Villa Certosa e simili. Questi ultimi non fanno certo rizzare il pelo sul cuore di taluni; ma risultano addirittura meno offensivi (e ci vuol tutta) rispetto a definizioni sguaiate e intollerabilmente razzistiche, come "Milano città africana". Una frase, oltre che odiosa, spudorata e bugiarda, visto che la Milano "africana" è governata dalla destra da un ventennio.

Dai nostri occhi traluce onestà, orizzonte, schiettezza. Sì, meritiamo di più di questa poltiglia, immensamente di più. Siamo grati a Giorgio, che ci ha permesso di volare alto. Malgrado tutto.



N. B.: Sane politiche ambientali. La posizione di Giorgio in occasione della Giornata mondiale dell'Ambiente.

5 commenti:

giorgioineuropa ha detto...

Cari amici,
stiamo arrivando!
S'intravede il traguardo finale di questa lunga, intensa campagna elettorale, che forse porterà, per la prima volta un Umanista nel Parlamento Europeo.

Con un piccolo gruppetto di fedelissimi, abbiamo percorso oltre 10.000 km!
Abbiamo incontrato migliaia di persone da Cuneo a Brescia, dalla Valtellina a Cremona, da Milano a Torino, da Alessandria a Genova e in decine di città, paesi, paesini, di questa Italia che crede nei valori fondamentali della Pace "disarmata", della Giustizia "uguale per Tutti", dei Diritti fatti di solidarietà, delle energie rinnovabili senza minacce nucleari.

Senza soldi, senza Tv, senza giornali, abbiamo invaso la "rete" internet ed ora abbiamo moltissimi nuovi amici.

In queste ore sto ricevendo l'appoggio straordinario di amici, di gruppi di persone di quel "popolo di sinistra" che non vuole disperdere il voto e vuole essere certo di avere un referente nel Parlamento Europeo di "una persona la cui coerenza sta nella sua storia, nella sua vita, nel suo progetto a futuro" (non sono io a dirlo!).

Ora, alla fine di questa grande avventura che forse, tra sabato e domenica, si trasformerà in realtà, spero che davvero tutta l'energia, tutta la speranza di chi ha condiviso con me questa straordinaria avventura, possa trasformarsi in cambiamento della Storia, la Nostra Storia.

Ringrazio Leoluca Orlando, Antonio Di Pietro per la fiducia accordatami, i giovani di IDV per l'entusiasmante adesione ai nostri temi, e tutti i membri del Movimento Umanista che hanno messo tutto il meglio di sé perchè si potesse volare sulle ali, chiamate "tentativo".

Ora affinchè il tentativo si possa trasformare in grande realtà, dobbiamo andare votare, "trascinare" altri a votare, mettere una bella croce su Italia dei Valori e scrivere: GIORGIO SCHULTZE.
Abbiamo coltivato i campi della Speranza, dove ora cominciano ad atterrare gli Dei dell'Entusiasmo.

www.giorgioineuropa.it

Giorgio ha detto...

Umanisti, costruttori della Nazione Umana Universale, fondatori di un'Europa di pace e di solidarietà, cari amici, GRAZIE!

Mancano ormai poche ore. Domani e domenica si vota.
Gli ultimi sforzi e, forse, lunedì avremo un Umanista nel Parlamento Europeo.

Non abbiamo più niente, stiamo lanciando sassi di cambiamento e di speranza a mani nude mentre altri tirano missili di disperazione e violenza sulle nostre teste.
In questa "intifada della coscienza" ci sontengono gli Dei, le Guide che giungono da lontano, richiamate dal profondo, risvegliate dal lungo oblio.

Non abbiamo più niente e per questo siamo liberi.
E' il momento in cui stiamo buttando il "cuore oltre la barricata"!
Ognuno raccoglierà quello che ha seminato.
Noi, gli Umanisti abbiamo seminato SPERANZA, nel deserto della disperazione.

Ci vorrebbe un "miracolo", ci hanno detto.
Ed è a questo a cui abbiamo lavorato e stiamo lavorando, noi, gli Umanisti, andando casa-casa, persona-persona, entrando da sotto le porte, dagli spifferi delle finistre socchiuse.
Che meno...cari amici!
Questa è la nostra Marcia Mondiale per la Pace e la Non violenza, iniziata già da tempo dentro ognuno di noi.

Così volevamo vivere, così l'abbiamo fatto!

Cosa resterà di milioni di volantini distribuiti, migliaia di telefonate, centiania d'incontri, migliaia di km percorsi, per raggiungere 4 anime nei paesini più sperduti di valli dimenticate?
Cosa resterà oltre la stanchezza dei nostri corpi?
Resteranno gli occhi dei nostri interlocutori che s'illumino mentre la coscienza si risveglia.
Resteranno i ringraziamenti dei giovani in cerca di riferimenti certi e profondi.
Resteranno i sorrisi e gli abbracci di chi ha ritrovato la forza della solidarietà e della fiducia, in chi si batte per l'Essere Umano.
In me resterà la gioia profonda di aver condiviso con tutti voi questo tentativo di straordinaria "impossibilità".

E alla fine, vada come vada, cosa resterà?
La nostra azione valida, la nostra piena unità interna,che è riuscita a volare nuovamente sulle ali leggere del tentativo.

PACE FORZA ALLEGRIA a tutti voi!
Giorgio

Eleonora ha detto...

Con chi riesce e non ha già altri appuntamenti per la campagna, siamo in centro dalle 16 a volantinare, Daniele porterà tutti i materiali rimasti verso le 16 a Piazza Liberty.
Arrivando da San Babila, si gira a destra a metà strada prima di arrivare in Duomo, in via San Paolo, e si vede subito la piazzetta e il palazzo Liberty che le ha dato il nome...

Alle 18 incontro a San Babila e poi si entra tutti insieme in Piazza Liberty per aperitivo di chiusura con IDV.
Dopo si continua volantinaggio. ..

A presto
Eleonora

Roberta ha detto...

oggi per chi non può venire a sentire Giorgio alle 18.30 in piazzetta liberty lo si può ascoltare e ci si può chattare alle ore 15 su questo link

http://www.giorgioschultze.eu/cpe/index.php?option=com_content&view=article&id=56&lang=it

sarebbe utile essere informare i nostri amici e farli collegare e far domande a Giorgio!

un abbraccio
Rob

Carlo Olivieri ha detto...

Il presidente del consiglio, tra vari insulti e tante frasi inutili per il bene del paese, nel comizio finale ha anche dichiarato quanto segue: "Milano sembra una città africana. In alcune città, a camminare per il centro, vedendo il numero di cittadini stranieri, sembra di essere proprio in una città africana".
Da questa frase si può ben capire perché quest’uomo non fa bene al futuro dell’Italia.
Ognuno di noi guarda la realtà che lo circonda e se ne fa un’idea. Non tutti, guardando la stessa realtà, vedono la stessa cosa, perché ognuno la interpreta a seconda del proprio “paesaggio di formazione”. Un paesaggio che ci portiamo sempre dietro e che ci influenza continuamente.
I bambini di oggi, nati e cresciuti in un paesaggio già multiforme nelle etnie e nelle culture, di fronte ad una realtà in cui si mescolano sempre più esseri umani provenienti da paesi geograficamente molto lontani tra loro, non potranno mai capire il motivo che ha portato il presidente del consiglio a pronunciare quella frase. Quando saranno adulti ascolteranno le parole di Berlusconi come noi oggi leggiamo i motivi per cui la santa inquisizione accusò Galileo Galilei di essere un eretico.
Il problema nasce, quindi, non dal fatto che ognuno di noi ha un suo paesaggio di formazione, ma dalla pretesa di non metterlo in discussione e di imporlo ad una realtà già profondamente cambiata.
Le conseguenze diventano assolutamente negative se questa imposizione viene praticata da chi dovrebbe governare un paese e lavorare perché questo paese abbia un futuro migliore del presente.
Berlusconi, e purtroppo non solo lui, non solo è vecchio, ma nella sua arroganza pretende di imporre il proprio paesaggio di formazione ad un paese che non ha più nulla di quel paesaggio.
Com’è possibile che ancora ci si scandalizzi perché nelle nostre città vivono tanti esseri umani di origine africana? La mente di Berlusconi e di tutti coloro che lo appoggiano ha l’orologio fermo a sessant’anni fa. Siamo governati da persone che, in una sorta di derealizzazione, parlano ad un paese che esiste solo nella loro testa, popolato ancora da ragazzi vestiti alla marinara e da cittadini analfabeti.
Questo è un governo di disadattati, che si aggrappano alle lancette dell’orologio del paese per fermarle e portarle indietro. Bisogna cacciarli. L’urlo del futuro si fa sempre più forte. Non può aspettare ancora per molto.

Roma, 5 giugno 2009

Carlo Olivieri
umanista