Il mattino. Ha sempre qualcosa d'imprevisto, il mattino. Forse il suo vago, fiammeggiante ardore. Forse, più semplicemente, la replica d'un miracolo, la natura che si ridesta, evanescente corolla d'abbracci.Quel ciel di Lombardia, così bello quand'è bello. Come si stende placido e solingo, il mare silente del Parco Nord. Spunta un rivo, limpido e intatto, nel fresco sole. Più in là, gli orti cittadini, i mazzi di rose selvatiche tra i fiori di zucchina e i ciuffi di cipolla. Accanto, gli orti d'artista, svaporanti tra cime di metropoli rapprese e assediate. Tenute lontane, come in un quadro d
i Ernst.
i Ernst. E' un segreto. Una discreta maestosità. La Villa Manzoni è un trono. Un lungo e sontuoso velo. La Chiesa di San Vincenzo, un richiamo. Era l'epoca barocca, era il Settecento, era il Neoclassicismo. Sfarzo e tripudio e sensualità e rigore. Spirito candido, aurorale. Qui, alla fine, si trovava pace.
Pensieri monotoni e lontani di un Dio che, con l'Ascensione, si è reso pulviscolo e che, con la Pentecoste, ci ha mandato il Consolatore. Il Consolatore è un polline. E' un'ape volteggiante tra fiori fulgenti di bambini, di disperat
i che attendono un ritorno, una giustizia, una resa. Forse è un'illusione. Forse il segreto sta proprio qui, nell'immaterialità del dono, che obbliga, costringe alla speranza, all'arrendevolezza, alla fiducia.
i che attendono un ritorno, una giustizia, una resa. Forse è un'illusione. Forse il segreto sta proprio qui, nell'immaterialità del dono, che obbliga, costringe alla speranza, all'arrendevolezza, alla fiducia. E' l'impronta del piede che, quel lontano giorno a Gerusalemme, Cristo lasciò per spiccare il volo e rendersi, per sempre, invisibile ai nostri sguardi, e abitare nel cuore di chi lo riceve. E ci crede. Non è facile, credervi. Ma alternative non ne esistono.
Nelle due immagini: Gerusalemme, santuario dell'Ascensione. A lato, il punto in cui, secondo la leggenda, Cristo s'involò; sotto, l'edificio; un tempo a cielo aperto, a simboleggiare l'unione con la divinità, fu fatto ricoprire dai musulmani.Don Mazzolari scriveva:
"Cosa ci sarà di nuovo a Milano? Niente. I disoccupati continueranno a fare i disoccupati, i senza casa saranno ancora senza casa; i tribolati saranno ancora tribolati; i carcerati saranno ancora chiusi; le ingiustizie non si muoveranno di un dito. E allora? No, vi sbagliate, o miei cari fratelli. Almeno io sento che, nonostante questo richiamo a una realtà tremenda, c'è qualche cosa che si rivolta dentro di me; ci sarà qualche cosa di nuovo, ci sarà almeno l'aspirazione a un regno, a una giornata migliore, perché forse noi non abbiamo mai sentito come ora che la religione è soprattutto novità.
Noi possiamo sopportare le ingiustizie del vivere; possiamo anche sopportare le prepotenze degli uomini e qualche volta le abbiamo anche sopportate un po' troppo, dando l'impressione che le rivolte per la libertà dei figliuoli di Dio non siano state sufficientemente vissute. Ma noi non le potremo mai approvare. Noi siamo non dico contro gli uomini; noi siamo verso una giornata che ci
deve portare lontano. Forse a noi manca..., o miei cari fratelli, manca il senso di questa adorabile volontà del Padre e di questo 'Regno' che arriva, nonostante tutto...C'è qualche cosa che è in cammino ed è in cammino non soltanto perché ci sono dei gemiti..., perché c'è questa umanità credente che sente la sofferenza di una giornata dove la luce del Padre è stata oscurata da questa durezza del nostro povero cuore di fratelli".
2 commenti:
“Praticate il diritto e la giustizia, liberate l'oppresso dalle mani dell'oppressore, non fate violenza e non opprimete il forestiero, l'orfano e la vedova, e non spargete sangue innocente in questo luogo” (Geremia 22,3) questo è il contenuto del patto, dell'alleanza che dio ha stabilito con il suo popolo. Non mi rimane difficile tradurre questo in un: attua la giustizia e difendi il diritto del più debole. Qualcuno poi ha anche il coraggio di chiedere ulteriormente quale sia il contenuto dell'evangelo? Eccolo qui il contenuto dell'evangelo, ecco qui qual è il senso del Regno di dio; ecco qui qual è il riferimento della predicazione di Gesù. Lo si vuole chiamare “amore”? Va bene, purché il contenuto sia questo e null'altro!
Perché? Perché sono stufa di astrazioni in relazione al messaggio della Scrittura, con questa falsa ed ipocrita distinzione fra antico e nuovo testamento. Se di distinzione si vuole parlare è che una è la fonte l'altra una interpretazione per noi normativa della fonte, ma pur sempre una interpretazione della fonte alla quale si può accedere per comprendere e chiarire quale sia l'interpretazione. E chi è il principale interprete? Diciamo che il principale interprete di questa fonte è Gesù il Cristo! Ed è in questo che egli è il primo di una lunga serie di testimoni e di testimonianze.
A me poco interessa se una persona fa parte o meno di una dimensione ecclesiale. Personalmente non faccio parte di nessuna dimensione ecclesiale. Poco importa se si dichiara credente o meno, mi importa che sul piano politico, sociale, economico e culturale persegua con chiarezza e con fermezza, con fedeltà e lealtà quanto è contenuto in questo patto. Se sei in questo patto, per quanto tu non riconosca il simbolo, sei comunque con me! Se non sei in questo patto, per quanto tu dica di riconoscere il simbolo, non sei certamente con me. Potrai non essermi contro? Ma … non so! Dico e son persuasa che chi non è con questo patto non è certamente con me! Il fatto che non sia contro di me, non mi rappresenta nulla. Il fatto che non sia contro di me non vuol dire che sia nella logica di questo patto, e se non è nella logica di questo patto … non può essere con me!
La condizione non è trattabile, perché è condizione di fondo, è condizione essenziale, è condizione dalla quale non si può prescindere. Tale patto non è oggetto di trattativa, non è oggetto di possibile mediazione o di possibile soluzione mediata. Esso si pone come un qualcosa di non mediabile e non trattabile.
Qui sta la storia di fronte alla quale o ci sei o non ci sei. Sta a ciascuno prendere atto di sé!
Un saluto al volo
e buon 2 giugno...
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