L'anno si conclude con due splendide notizie dal fronte ambientale. La prima riguarda più direttamente i cittadini del Nord Milano, benché, in verità, abbia anch'essa una portata molto più generale, e carica di significato. Con l'approvazione, a stragrande maggioranza, d'un odg che sancisce la volontà del Consiglio Regionale Lombardo, il 21 dicembre scorso è stato infatti stabilito di escludere come possibile sede d'un eliporto il territorio del Parco Nord.Questa vittoria è stata resa possibile soprattutto grazie all'impegno degli amici del comitato "No Eliporto", che hanno condotto una lotta sul filo della più limpida ragionevolezza. "In questi mesi - commenta Pietro Ballotta, portavoce del Comitato - abbiamo compiuto un'esperienza di democrazia partecipata, di cittadinanza attiva e consapevole, di straordinaria importanza". Altri progetti? "Sì: a gennaio organizzeremo una grande festa, per ritrovarci ancora assieme e ribadire che la difesa del Parco, delle nostre cittadine, della vita delle persone meritano attenzione e rispetto e che per esse siamo disposti al sacrificio, almeno in parte, del nostro tempo e delle nostre forze". Grazie a Pietro e al Comitato, ma pure ai sindaci e ai semplici cittadini che hanno dimostrato il concreto valore e, perché no, la forza delle azioni condotte insieme, per l'interesse generale.

La seconda, bella sorpresa riguarda la definitiva abolizione, a partire dal 1° gennaio prossimo, dei sacchetti di plastica per la spesa. Fortemente voluta dal ministro Prestigiacomo, questa decisione, che manda in pensione i simboli dello spreco, del consumismo e dell'inquinamento, mi riporta ai racconti di Dino Buzzati e a mia nonna. Chissà se, da qualche parte, abbiamo conservato ancora la vecchia sporta di rafia, dal colore del sole e foderata a fiori, che la mia anziana parente sfoggiava soprattutto al mercato, col suo borsellino verde scuro, dal fermaglio in ottone, con tanti scompartimenti per le banconote, le monete dalle cinque alle cento lire (ma io impazzivo per quelle da venti, così particolari, dal colore ramato simile all'oro), e la fotografia del signor Bonelli, suo antico datore di lavoro.
Da allora sono trascorsi circa quarant'anni. Come eravamo e come forse, con maggior consapevolezza, torniamo. Non sono affatto una nostalgica, ma non sempre il nuovo che avanza è sinonimo di progresso. D'altro lato la natura non è mai uguale a sé stessa.