mercoledì 22 dicembre 2010

Ciao, vecio!

Naso camuso, sorriso intagliato. Vegetale e roccioso, come tutti i furlan. Ligneo e rupestre, e quel cognome sbalzato da chissà dove. 1927-2010. Enzo Bearzot e la sua pipa. Ai tempi di Luciano Lama e, ovviamente, di Sandro Pertini. E dei calciatori che non avevano compagne, ma mogli. Che nelle dediche ai sostenitori scrivevano sempre, talora con grafia incerta, "sportivamente". Che sorridevano timidi e impacciati ed erano più gambe che volto. E nei muscoli pulsava il cuore. La partita con Pertini, le carte piegate come tegole d'una malga. L'aereo trasformato in una sperduta osteria di provincia, la coppa a fianco, simile a una mezzetta di bianco. Addio vecio, ci mancherai.

Lo storico scopone tra Enzo Bearzot, Sandro Pertini, Franco Causio e Dino Zoff dopo i Mondiali di calcio del 1982.