come i "cattivi maestri" (Scalzone, Negri, Vesce) arrestati il 7 aprile 1978 (era il '79, ma anno più, anno meno, conta la sostanza, no?). Arresti preventivi, in base a sospetto e delazione. Perfetto per uno Stato poliziesco. Uno Stato fascista. Ecco l'idea. Sempre quella. Sempre l'unica, nella mente del Presidente dei Senatori Pdl Gasparri.A destra: anni '70. Al centro, l'attuale sindaco di Roma Alemanno e Maurizio Gasparri (con gli occhiali scuri), allora nel Fronte della Gioventù, durante un'occupazione squadrista all'Università.
Più che mai condanno i pochi facinorosi (o infiltrati, i dubbi in tal senso sono più che legittimi) i quali con la loro matta bestialità offrono il destro alla destra radicale - perché, poi, questi eufemismi? - oggi al potere per schiacciare la legittima, motivata e pacifica protesta della gran parte degli studenti italiani.
Il sogno di Gasparri e dei suoi accoliti, primo fra tutti il Ministro dell'Attacco La Russa, e dei legaioli è ricorrente, monotono, monolitico, secolare.
La storia ha attestato che quel loro sogno è in realtà un incubo. Un incubo che non vogliamo ripetere. Lo Stato gendarme, lo Stato etico, lo Stato totalitario, non tornerà.
Ignazio La Russa ieri e oggi: durante un comizio nel film di Bellocchio Sbatti il mostro in prima pagina (1972) e infervorato coi ragazzi degli atenei nel corso del programma Annozero di Michele Santoro, lo scorso 16 dicembre.
Ringrazio tutta questa gente, che oggi troviamo sì al potere, ma che, lo comprendo una volta di più, non fiaccherà la nostra resistenza, perché sono scatole vuote, pesanti, grevi, autoritarie, ma prive di autorità. Li ringrazio perché nei loro volti congestionati percepisco un'assenza. Di cultura, di cuore. D'umanità. Che è andata altrove.
E noi non possiamo consentire questo abbrutimento. Noi sogniamo un altro Stato. Uno Stato che non esalti astrattamente "giovinezze" foriere di tristi ricordi, ma ami e renda speranza ai concreti giovani che chiedono a gran voce, e talora con la temerità d'un grido, la restituzione del futuro. Sogniamo uno Stato dove un poliziotto solidarizza con gli studenti , esattamente come auspicava Pasolini tanti anni fa. Perché sia gli uni sia gli altri sono sfruttati.
La lucida e allarmante testimonianza d'un universitario sui recenti episodi di Roma e (sotto)l'analisi di Salvatore Settis sul disagio giovanile.
Sì, ringrazio Gasparri, perché esprime sempre ciò che pensa. Poiché pensa un'unica cosa.
Quella cosa indefinita, terribile, inerte, fissa, bruta. Quella cosa che pensa e sogna chi non ha né sogni né pensieri.
Ma che basta per farmi capire che sì, lottare serve ancora. Serve sempre.
Domani avrà luogo un'altra manifestazione studentesca, Gasparri ha già suonato la grancassa della paura, intimando le madri a "tenere a casa i propri figli". Dopo gli immigrati e i rom, i nemici adesso sono diventati i giovani. Nervi saldi, ragazzi. Dimostrate responsabilità, rispetto e pacatezza. Isolate e siate pronti a denunciare i provocatori. Avete dimostrato maturità in molti casi, ancor più ne occorre in questi istanti, dove il potere cerca qualsiasi pretesto per asservirvi e ridurvi al silenzio. Non vi avranno. Non ci avrete.
ULTIM'ORA. La "riforma" è stata ovviamente approvata, con la persuasione della forza, ma gli studenti hanno dato vita a una manifestazione pacifica, responsabile, matura. Si è, insomma, verificato l'esatto opposto di quanto preconizzato (e augurato) dal sempre lungimirante Gasparri. Gli universitari (ma, tra essi, anche diversi studenti liceali) hanno solidarizzato con disoccupati e lavoratori, non dimenticando Mohammed B., l'operaio tunisino trentacinquenne travolto dalle impalcature proprio alla sede della Sapienza. Infine, sono stati ricevuti dal presidente Napolitano. Grazie, ragazzi. (23 dicembre 2010)