lunedì 3 gennaio 2011

Presenze reali

I miei Capodanni sono sempre stati piacevoli, ma quest'anno si è trattato d'un "prolungamento". Una convivenza d'amore, amicizia, umana, animale e vegetale. Il chiarore d'una colazione insieme, il reciproco aiuto e gli sguardi che rispondevano a inespresse domande. Lo stare insieme, intensamente, con semplicità, per giorni, per ore. Ascoltarsi respirare, adorare i propri e gli altrui abbracci, come si riprendesse un discorso interrotto chissà quando. Nella cittadella deserta e fredda, eppure versata di cateratte di sole, in epicentri veneti, rosati, pallidi e immoti, in santuari candidi come panna, in calori di carezze, in polvere di meriggi, nella certezza della nostra gioventù ormai rosseggiante di tramonti, ma eterna nel cuore.







A lato: il santuario Maria Salus Infirmorum a Scaldaferro (VI) e, sotto, il San Gerolamo nel presepe artistico di Betlemme realizzato nei locali adiacenti all'edificio da don Giulio Dall'Olmo.