sabato 29 gennaio 2011

Un diwan occidentale-orientale


Pagine di vita vissuta, una lucente e frizzante mattina di gennaio. Milano tutta per noi, inedita, fresca, linda come il bucato di Dio. Momenti dell'uscita didattica della seconda B del liceo artistico "De Nicola", in visita a Sant'Ambrogio, San Lorenzo e alla mostra Arte della civiltà islamica, a Palazzo Reale.

A sinistra: Palazzo Caccia-Dominioni, alle prime luci del sole, sorge con la semplicità solenne d'un gigante antico. Un color tramonto che, per felice contraddizione, si desta nel silenzio.






Sant'Ambrogio, porticato. Gli studenti si sono trasformati in guide turistiche e ci hanno accompagnati alla visita di una delle più importanti basiliche milanesi.









Costantino, ultimo imperatore pagano o primo regnante cristiano? Il romano che amava l'Oriente e, alle sue spalle, San Lorenzo, capolavoro di arte classica, barocca, bizantina. Sotto: Gesù e i dottori, mosaico bizantino-ravennate nella cappella di Sant'Aquilino.
















Un silenzio di sogno domina la piazza sgombra, maestosa nel vuoto. Secoli s'incontrano in pochi metri, sotto un cielo greco, turchese e suadente, ma anche schiettamente ambrosiano. Racconta di dèi, di ninfe, di satiri, che danzano tra panni stesi al sole, carriaggi, botteghe artigiane, anziane lavoranti, volti diversi, estranei, spatriati. Antichi schiavi.








Nel cortile di di Palazzo Reale; sotto, una delle tante opere, risalente al 1610, ammirate alla mostra sull'arte islamica. L'Islam è la religione del quotidiano, dell'orizzontale, della famiglia, della vita vissuta come santità. Rende eterno l'attimo presente. E' accurato, serio, astratto e fantasioso. I suoi artisti talora anticipano le stampe di McIntosh, talaltra fissano sulla pergamena preziose miniature di tempo fermo, già celeste, pudico, pensoso, lento. Riposo degli occhi e dell'anima.



Milano così non l'avevamo mai vista. Mondi e generazioni, stirpi, mattoni, voci di uomini e donne, come fiumi, vicini e lontani, in un intenso, perenne fluire.