martedì 1 marzo 2011

Nuove de-generazioni

Avrei voluto tacere per alcuni giorni. Avvolgere in un pudico silenzio la fine straziante di Yara Gambirasio. Ma gli avvenimenti mi costringono nuovamente qui. Si deve scrivere, parlare, finché si può.

La settimana si è chiusa male e si è aperta peggio. Nel corso dell'ennesimo attentato in Afghanistan è caduto un altro italiano, il 36enne tenente degli alpini Massimo Ranzani; quattro sono rimasti feriti. Pare che il B. ne sia rimasto oltremodo addolorato e si sia enfaticamente chiesto se valga la pena star "lì"; ma il suo pugnace ministro La Russa l'ha subito rimbeccato: "Mai preso in considerazione un ritiro unilaterale". Ma che scherziamo? Siamo "lì" per esportare la democrazia, no?

Ma il Frattini non aveva affermato che l'impresa era impossibile? Ah già, ma lui si riferiva alla Libia dell'amico Gheddafi, il quale però, nel giro d'un paio di giorni, è diventato un acerrimo nemico. Vai a capire le strategie internazionali...

Ricordiamo che le missioni "di pace" ci costano più di 400 milioni sottratti a servizi pubblici, sanità, scuola. Ecco, la scuola: a partire dal 2008 la Pubblica istruzione è stata fortemente penalizzata con tagli per 8 miliardi di euro; docenti e studenti si trovano a operare in aule fatiscenti, prive di laboratori e attrezzature moderne, classi smembrate e sempre più ingestibili causa i continui accorpamenti.

Domenica scorsa il "premier" ha parlato di fronte a una entusiastica platea di "Cristiano (?) Riformisti (??)". Tra essi erano presenti molti autorevoli monsignori.

S'è impancato a corifeo dell'integrità della Santa Famiglia Eterosessuale, assicurando che "mai" il "suo" governo permetterà a quegl'immorali peccatori di omosessuali e single di adottare inermi fanciulli. Poi, corroborato dalle ovazioni e in un climax di delirio perbenista-cattolicista, ha massacrato con infiammate (e mediocri: il lessico di B. è sempre stato di livello "piazzistico") parole gli insegnanti e la scuola pubblica. A parole, perché i fatti li lascia al suo ministero. E che fatti.

Mi limito a pubblicare, come risposta alle esternazioni berlusconiane, la lettera della collega Monica Fontanelli, che si sta diffondendo capillarmente sul web. I grassetti sono miei.

Presidente Berlusconi,

sono un'insegnante della scuola pubblica. Cerco di trasmettere ai miei studenti quei valori che sono propri di una società civile e democratica. La solidarietà, la comprensione, la tolleranza, la libertà di pensiero. Cerco di formare cittadini e non sudditi, cerco di sviluppare nei ragazzi la capacità critica, la capacità di interpretare ciò che accade, il mondo nel quale vivono. La scuola statale, la scuola pubblica è la scuola di tutti, è la scuola democratica dove esiste il confronto e in questo momento è l'argine alla deriva antidemocratica alla quale Lei sembra mirare. Il disegno del Suo governo e del Suo Ministro dell'Istruzione è chiaro, le leggi di riforma che avete votato mirano a dequalificare sempre di più la scuola pubblica, a non garantire il diritto costituzionale di una scuola di qualità garantita a tutti e per tutti. Sono orgogliosa di insegnare nella Scuola statale, sono fiera di poter trasmettere quei valori che sono scritti nella nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla cultura antifascista. E' evidente che si discostano molto da cio' che Lei rappresenta. Io insegno l'importanza della coerenza, della dignità, della sincerità, dell'impegno come condizione necessaria per conseguire gli obiettivi che ognuno di noi si pone. Continuerò a farlo, Presidente, con l'impegno di sempre e con la consapevolezza che solo in questo modo noi insegnanti potremo fermare il vostro disegno di formare sudditi e non cittadini consapevoli.

Abbia un sussulto di dignità e non venga, proprio Lei, a parlare di "valori", di famiglia.

Rispetti il lavoro di chi, per poco più di mille euro al mese, fa di tutto per dare ai giovani di questo Paese cultura, dignità, consapevolezza e onestà.

La saluto nella speranza di avere al piu' presto un nuovo Presidente del Consiglio che possa essere preso come esempio dai giovani, un Presidente del Consiglio che non sia lo zimbello di tutto il mondo e che favorisca nel Paese una rinascita culturale, dopo lo scempio fatto in questi anni.


A lato: Iris Berardi, una delle frequentatrici delle "notti di Arcore" assieme alla consigliera comunale milanese Nicole Minetti e a molte altre giovanissime donne. Questo video, che non riproduco direttamente per rispetto innanzi tutto di me stessa, ne testimonia le gesta. Spetterebbe forse a costoro "inculcare" messaggi formativi ai ragazzi italiani?

Apprendiamo dal vescovo ciellino Luigi Negri (intervista a "La Stampa" di ieri) che, però, i comportamenti privati d'una persona non possono venir sottoposti a giudizio. Non certo dalla Chiesa, sempre disposta alla misericordia. Veramente, in tutti questi decenni ci sembrava avesse giudicato, e mica poco. Ma, evidentemente, le rampogne valgono solo per noi, peccatori comuni. Quindi avanti con B., in continuità con le gerarchie vaticane che nemmeno dopo i recenti, indicibili scandali hanno pensato di prendere le distanze da questo governo. Il vero pericolo - secondo l'alto prelato - sono le coppie di fatto, il relativismo, il "laicismo", ecc.: "In due anni e mezzo [tanto manca alla fine della legislatura, n.d.A.] i cattolici potranno incidere di più sulla vita politica e sociale, per esempio contro i registri comunali delle coppie di fatto e il sì alla pillola abortiva Ru486: ci dimostrano la moralità pubblica della mentalità laicista e anticattolica che caratterizza le élites ideologiche e politiche che pretendono di dominare [inculcare?] il Paese". E' stato chiarissimo, mons. Negri. E ce ne ricorderemo, di questa Chiesa che, ancora una volta, si è schierata dalla parte sbagliata, e che impedisce, ha sempre impedito, un'autentica rivoluzione -morale, culturale, politica e, sì, religiosa - in questo paese. Ci limitiamo a segnalare l'accorato appello contro lo stupro della politica da parte di un gruppo di cristiani indignati e la seconda lettera, Anche noi abbiamo un sogno, redatta dal Centro Giovanile Antonianum. Invitiamo a leggerle e a sottoscriverle. Ma invitiamo, altresì, a non dimenticare le connivenze della gerarchia vaticana, la quale, peraltro, ha perso il suo smalto anche sul piano internazionale. Non appartengo alla schiera dei sostenitori di Wojtyla, che anzi ritengo responsabile dell'involuzione clerico-reazionaria della Chiesa oggi in atto. Ma non posso negare i suoi ripetuti richiami in favore della pace e dell'autodeterminazione dei popoli. Di fronte ai mutamenti epocali che stanno scuotendo l'Africa e l'Asia, la sua voce si sarebbe udita, forte e autorevole. Attualmente, salvo rare eccezioni, il Vaticano è impegnato esclusivamente a sostenere Berlusconi.

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Vorrei fermarmi qui. Ma ci attendono almeno altri due appuntamenti importanti. Oggi, in molte città italiane (a Milano, in piazza Duca d'Aosta alle ore 18) si celebra il No Razzismo Day, dedicato quest'anno alla memoria di Noureddine Adnane , lo sventurato venditore ambulante immolatosi, nell'indifferenza delle forze dell'"ordine", alcuni giorni fa a Palermo, dopo aver subito l'ennesimo sopruso. Un Mohammed Bouazizi di casa nostra che, però, ha suscitato solo la pietà dei buoni. In un Paese vecchio, stanco, sterile e indifferente.

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Sempre nel silenzio e nell'indifferenza generali si sta procedendo, poi, alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Invito quindi a sottoscrivere il grido d'allarme L'acqua non si vende ; benché a noi italiani piaccia così tanto, essere sudditi.